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Flora spontanea protetta

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Un'ideale linea di demarcazione che da Valtorta passa per Ornica, Santa Brigida, Valmoresca di Averara, Mezzoldo, Passo S.Simone, Foppolo per discendere poi a Bordogna e risalire la Valsecca di Roncobello fino a Mezzeno e al Passo di Marogella divide il territorio brembano in due entità ben distinte: a Nord le Alpi Orobie costituite da rocce di natura silicea, scure, ferruginose e compatte (Tre Signori, Ponteranica, Corno Stella, Aga, Diavolo, Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Cabianca) che ospitano una flora del tutto particolare formata in prevalenza da specie "ossifile" cioè capaci di vivere solo su suoli acidi; a Sud invece le Prealpi Bergamasche, di natura prevalentemente calcareo - dolomitica, sulle cui rocce chiare, dai colori simili alle ceneri di un focolare spento (Corna Grande, Pegherolo, Cavallo, Valgussera, Menna, Arera, Alben, Ventulosa, Cancervo) crescono le specie "basifile" cioè adattate a vivere su substrati ricchi di calcio.

Ancora più a Sud esiste la fascia montuosa delle vette meno elevate (Canto Alto, Pizzo Cerro, Castel Regina, Monte Zucco, Monte Gioco, Pizzo di Spino) i cui pendii ricoperti di boschi ospitano numerose specie nemorali e prative. In questa fascia di vegetazione (fascia medioeuropea) caratterizzata soprattutto dalla presenza di latifoglie cui si accompagnano l'agrifoglio (Ilex aquifolium), il ginepro (Juniperus communis), il velenosissimo tasso (taxus baccata), qualche isolato abete rosso e, nei luoghi più aridi, il pino silvestre (Pinus sylvestris) prosperano tutte le più belle fioriture primaverili: ellebori, anemoni, pervinche, denti di cane, primule, bucaneve, campanellini, violette, margherite, ranuncoli, genziane, mughetti, ciclamini e molte orchidee selvatiche. Tanto splendide quanto rare le fioriture della peonia (Peonia officinalis) e del giglio di S.Giovanni (Lilium croceum). A quote più elevate prevalgono il faggio (Fagus sylvatica), l'abete rosso (Picea excelsa) e, meno frequente l'abete bianco (Abies alba). In questo ambiente (fascia subatlantica) sono caratteristici il maiantemo (Majanthemum bifolium) con due grandi foglie opposte e una piccola sassifraga (Saxifraga cuneifolia).

Oltre i I 500 metri la vegetazione arborea tende a diradarsi, si fa più frequente il larice (Larix decidua) e si entra in una fascia vegetazionale (fascia boreale) dominata dagli arbusteti alpini. In ambiente acido crescono l'ontano verde (Alnus virilis) e il rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) mentre in ambiente calcareo si trovano il pino mugo (Pinus mugo) e il rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum). A più alte quote la vegetazione arborea ed arbustiva scompare del tutto lasciando il posto alle praterie alpine (fascia alpica) ricche di carici e graminacee che si diversificano secondo la natura del substrato. Nelle praterie su suolo calcareo fioriscono stelle alpine (Leontopodium alpinum), genziane (Gentiana clusii e G.utriculosa), anemoni (Pulsatilla alpina) mentre nelle praterie su suolo acido troviamo la genziana di Koch (Gentiana kochiana), le genziane maggiori (Gentiana punctata e G.purpurea), il trifoglio alpino (Trifolium alpinum), l'anemone gialla (Pulsatilla apiifolia). In zona d'alpeggio é particolarmente importante una foraggera, la salvastrella orobica (Sanguisorba dodecandra) esclusiva delle Alpi Orobie.

Ma le fioriture più rare e spettacolari sono certamente quelle dei macereti e delle rocce. Su rocce e sfasciumi silicei fioriscono la primula rossa (Primula hirsuta), il ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis), la sassifraga rosea (Saxifrega oppositifolia), l'eritrichio (Eritrichium nanum) e, in cuscinetti aggrappati alle rocce, le andròsace: la rosea, rarissima Androssace brevis e la bianca A.vandellii nella zona Tre Signori Ca' San Marco mentre nella zona Longo - Calvi primeggia la multicolore A.alpina. Altro gioiello delle Alpi Orobie é una viola (Viola comollia), rosa - lilla a fauce gialla, che spicca sugli sfasciumi dal Passo di Cigola al Passo di Valsecca. è una specie esclusiva della flora alpina orobica. La ricchezza floristica delle rocce calcareo - dolomitiche si manifesta già sulle rupi di fondo valle (Val Taleggio, Val Serina) dove sono presenti specie rare come la campanula d'Insubria (Campanula elatinoides), il raponzolo di roccia (Physoplexis comosa) e una fragile sassifraga (Saxifraga petraea). A quote maggiori é frequente la presenza dell'orecchia d'orso (Primula auricola) e di una sassifraga rupicola (Saxifraga vandellii).

In particolare possiamo citare ancora: per il Menna un'andròsace bianca (Androsace lactea) e l'unica stazione brembana dell'ormai quasi estinta scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus), la più bella delle nostre orchidee spontanee; per l'Alben, oltre alla primula di Lombardia (Primula glaucescens) e il rododendro nano (Rhodothamnus chamaecistus), sono importanti due specie di grande rilievo: il rarissimo ranuncolo bilobo (Ranunculus bilobus), unica stazione bergamasca, e l'esclusiva primula dell'Alben (Primula albenesis) da poco assurta al rango di nuova specie; per l'Arera, tempio della flora alpina brembana, una ricchezza floristica del tutto eccezionale.