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Progetto REIL Valle Brembana

Il progetto realizzato consiste in una rilevazione su aree campione dei diversi rituali, religiosi e laici, delle manifestazioni spettacolari e delle lavorazioni legate al legno e alla produzione casearia, documentate attraverso il racconto orale e i materiali sonori  e visivi.

Formaggio/ legno / spettacolo sono temi distinti ma per molti versi collegati da un dinamismo economico e di mobilità umana  storicamente documentati e   caratterizzati per la Valle Brembana da ampi scambi commerciali della produzione casearia,  migrazione di manodopera specializzata (carbonai, boscaioli,  marangoni),  nomadismo degli artisti di piazza (Zanni e burattinai).

L'indagine e la documentazione si propongono di dare conto di che cosa permanga oggi di un patrimonio di conoscenze che ha tradizioni anche molto lontane e che tuttora viene utilizzato con modalità conservative o innovative.

Il disegno della ricerca è settoriale e le aree della valle interessate sono quelle dove sussiste la presenza, viva e conclamata o meno nota ma tuttavia vitale  e significativa delle attività prescelte.

Il progetto è stato realizzato mediante l’affidamento del lavoro al Centro Storico Culturale Valle Brembana, che ha proceduto alla scelta dei collaboratori e al coordinamento organizzativo e gestionale dell’intero progetto.

Il lavoro d’indagine è stato condotto tanto da etnografi, etnomusicologi e professionisti dell’immagine di comprovata esperienza quanto da gruppi di giovani laureandi e neo neolaureati in diverse discipline, legati ad enti culturali della valle (Ecomuseo della Valle Taleggio e  Centro Storico Culturale della Valle Brembana), privi di specifica esperienza nella ricerca etnografica e nell’utilizzo degli strumenti di rilevazione (seguiti e coordinati dai responsabili  del progetto e indirizzati con brevi stages ad hoc).

Negli intenti del progetto sviluppato oltre a quello documentario ha avuto spazio privilegiato il coinvolgimento partecipativo  della popolazione locale e lo stimolo alla rivalutazione del proprio patrimonio culturale immateriale, con il preciso intento di ricucire un legame tra giovani, che iniziano a preoccuparsi della propria cultura, e anziani, che ritornano ad assumere un ruolo significativo in virtù delle competenze di cui sono depositari riconosciuti.

Con disomogeneità di esiti ma con notevole coinvolgimento delle comunità interessate sono stati dunque raccolti, da 13 ricercatori professionisti e da altrettanti giovani ricercatori locali, materiali audio, video e fotografici relativi ai principali rituali praticati (conservati ab immemore, riattivati da pochi anni, costruiti ex novo), alle devozioni religiose, all’artigianato, anche recente, del legno, al taglio del legname nei boschi, all’allevamento, alla transumanza, alla produzione del formaggio,  alle rappresentazioni spettacolari contemporanee, alla pratica attuale del canto in osteria.

Questa enorme quantità di documentazione, tutta in formato digitale, è stata schedata secondo le modalità stabilite dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale ( AESS) della Regione Lombardia per il R.E.I.L.